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Approfondimenti sul principio contabile relativo alla contabilità economico – patrimoniale degli enti locali in contabilità finanziaria. All. A/3 D.Lgs. n. 118/2011. – parte seconda –

  1. I componenti positivi del conto economico.

Proventi da tributi che sono tutte le imposte, tasse, addizionali e compartecipazioni di competenza economica dell’esercizio ossia i tributi propri e derivati che sono stati accertati nell’esercizio in contabilità finanziaria e al lordo del compenso eventuale al concessionario della riscossione.

Proventi da fondi perequativi di natura tributaria che sono di competenza economica dell’esercizio.

Proventi da trasferimenti correnti ossia tutti gli importi di competenza trasferiti dallo Stato, Regione e da altri Enti.

Quota annuale di contributi agli investimenti ossia rileva la quota di competenza dell’esercizio definita in conformità con il piano di ammortamento del bene cui il contributo si riferisce; di conseguenza ogni anno il risconto passivo originato dalla sospensione del contributo in conto investimenti ottenuto dall’Ente viene ridotto a seguito della rilevazione di un provento che è di importo proporzionale alla quota di ammortamento del bene finanziato.

Proventi delle vendite e delle prestazioni di beni e servizi pubblici ovvero riguardano tutte le erogazioni del servizio pubblico sia a domanda individuale che produttivo di competenza economica dell’esercizio.

Variazioni nelle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti effettuata secondo le regole dell’art. 2426 n. 9 del C.C.

Variazione dei lavori in corso su ordinazione ossia la differenza tra il valore delle rimanenze finali rispetto a quelle iniziali secondo le norme dell’art. 2426 n. 9 C.C.

Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni ovvero relativi a opere costruite in economia.

Ricavi da gestione patrimoniale, la voce comprende tutti i proventi derivati dalle locazioni e concessioni attive relative ai beni immobilizzati nel patrimonio dell’Ente.

Concessioni pluriennali di beni demaniali e patrimoniali, queste devono essere sospese per la parte di competenza economica relativa a esercizi successivi.

Altri ricavi e proventi diversi, questa voce si riferisce a ricavi che non sono riferibili alle voci presenti nel conto economico. Da notare che tali ricavi potrebbero originare ratei attivi o risconti passivi a seconda della riscossione posticipata o anticipata.

  1. I componenti negativi del conto economico.

Acquisti di materie prime e beni di consumo. Tali beni sono necessari al funzionamento dell’attività ordinaria dell’Ente e sono rilevati al lordo di iva a meno che non siano relativi alla gestione commerciale dove attualmente è possibile trovare casi di scissione dei pagamenti – split payment – oppure anche casi relativi alla – reverse charge – ovvero inversione contabile dell’iva.

Prestazioni di servizi, ossia tutti i costi relativi all’acquisto di servizi relativi alla gestione operativa dell’Ente. In sede di attuazione delle scritture finali di esercizio possono dare luogo ai ratei passivi e ai risconti attivi.

Utilizzo di beni di terzi ossia locazioni passive ed altro.

Trasferimenti correnti cioè gli oneri relativi alle risorse finanziarie correnti trasferiti ad altre amministrazioni pubbliche o private.

Contributi agli investimenti ossia costi di natura straordinaria.

Personale, tale voce comprende tutti i costi relativi alle retribuzioni del personale dipendente compreso lo straordinario, oneri previdenziali e assicurativi, T.F.R. Etc.. con esclusione degli arretrati.

Quote di ammortamento dell’esercizio che sono relative ai beni immateriali e materiali iscritti nello stato patrimoniale dell’Ente e come da tabella allegata.

tipologia beni                                                                       coefficiente annuo

mezzi di trasporto stradali leggeri                                                      20%

“             “                “     pesanti                                                      10%

automezzi ad uso specifico                                                                10%

mezzi di trasporto aerei                                                                       5%

“              “          marittimi                                                               5%

macchinari per ufficio                                                                        20%

impianti e attrezzature                                                                         5%

hardware                                                                                             25%

fabbricati civili ad uso abitativo commerciale istituzionale                2%

equipaggiamento e vestiario                                                                20%

materiale bibliografico                                                                         5%

mobili e arredi per ufficio                                                                    10%

“              “     “   alloggi e pertinenze                                                10%

“              “      “   locali ad uso specifico                                            10%

strumenti musicali                                                                                20%

opere dell’ingegno –  software prodotto                                                20%

Gli Enti hanno la facoltà di applicare percentuali di ammortamento maggiori di quelle sopra indicate in considerazione della vita utile dei singoli beni.

Questa tabella non prevede i beni demaniali e i beni immateriali, ai fabbricati demaniali si applica il 2%; agli altri beni demaniali il coefficiente del 3%.

Alle infrastrutture demaniali e non demaniali si applica il 3% e a tutti i beni immateriali si applica l’aliquota del 20%.

I Revisori dell’Ente dovranno verificare se conviene all’Ente apportare modifiche migliorative sui beni di terzi in uso all’Ente.

Svalutazione delle immobilizzazioni, tale voce rileva le perdite durevoli relative alle immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie – come da art. 2426 comma 1 n. 3 del C.C.

Svalutazione dei crediti di funzionamento ovvero tale quota viene rilevata in considerazione della presunta inesigibilità che grava sull’esercizio dei crediti iscritti nello stato patrimoniale.

In pratica questo importo si riferisce ai crediti relativi ai titoli da 1 a 4 delle Entrate, inoltre riteniamo che non sia possibile collegare la ripartizione tra i residui attivi del fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione con la ripartizione del fondo svalutazione crediti tra i crediti iscritti nello stato patrimoniale.

Variazioni delle rimanenze di materie prime e beni di consumo, l’importo relativo a tale voce viene rilevato in sede di assestamento dei conti.

Accantonamento ai fondi costi futuri e ai fondi rischi, queste voci contribuiscono al collegamento tra la contabilità finanziaria e quella eco-patrimoniale.

Oneri e costi diversi di gestione, costituisce una voce residuale e comprende anche i tributi diversi da imposte sul reddito e irap.

Sarzana, 27.02.2016.

Roberto Simonazzi

Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti del Comune di Sarzana e della Provincia della Spezia